E fu così che dopo essere stata ospitata da ben 65 città tra le quali Asheville, Bialystok, Curitiba, Göteborg e Leeds, la Boiler Room approda finalmente a Milano (merito dell'Expo???). Per chi non sapesse di cosa si tratta, Boiler Room nasce nel 2010 come streaming audio/video di dj set privati, aperti al pubblico solo su invito, in piccole location non comunicate. Ha questo nome perchè la prima sessione ha avuto luogo in una sala caldaie londinese, con una webcam attaccata col nastro adesivo... e il successo è immediato: centinaia di migliaia di visite per ogni trasmissione, con picchi milionari quando gli ospiti sono Richie Hawtin, Sven Väth o Carl Cox. Cinque anni dopo, la trasmissione vanta oltre duemila registrazioni, l'appuntamento da settimanale è diventato quasi quotidiano, propone costantemente novità underground, si apre anche a musiche che esulano dal mondo del clubbing, gestisce palchi di festival, ospita sul sito interventi di videoartisti. Di questa ancora misteriosa tappa milanese siamo al corrente della presenza di Todd Terje, Dj Harvey e Young Marco: una line up colorata all'insegna di disco, funk, house, mani al cielo, coriandoli e sorrisi. Il gioco sta nello scoprire dove si svolge e nella caccia ai preziosi pass per accedere. Mille punti-scena a chi ci riesce, duemila a chi riesce anche a farsi inquadrare.
pubblicato in origine su zero.eu
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