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lunedì 12 marzo 2012

James Blake @ Magazzini Generali, Milano - 30/03/12



In ambito discografico i dati di vendita non hanno più senso. La rete ha ucciso la musica “venduta”: guardiamo alla rete per comprendere il successo di un ventiduenne inglese figlio del leader dei Colosseum, dimenticata band di prog-rock di buon successo. Un po' come Dj Francesco. Ognuno ha i figli d'arte che si merita. Su Youtube il nostro ha caricato quasi l'intera esigua discografia, ecco i risultati. “Limits to Your Love”, singolone, quattro milioni e mezzo di visite. Non numeri da Madonna o Lady Gaga, ragguardevoli per un esordiente che non fa musica da giostre. Segue “The Wilhelm Scream”, novecentomila. E poi giù, alcuni pezzi non arrivano a ventimila. Odore di hype modaiolo dettato da mezza canzone. Su Facebook, attestati univoci di stima, dalle donne che “la sua musica mi fa venir voglia di scopare” (d'ora in poi, in casa, in macchina, passerò solo James Blake, poi vediamo – cretine), al professionista del settore che ”sembra Nina Simone che canta sopra la dubstep” (la prova che non hai mai sentito né l'una né l'altra, chi dovrebbe stare al tuo posto sta spillando birre – impostore). Basi ovattate e cerebrali, voce soul che non esagera, bravino. Gran parte del pubblico sarà gentaglia che l'ha sentito per trenta secondi in ascensore. Le giostre di chi se la tira.

pubblicato in origine su zero.eu